Il pesce fa bene, ai diabetici di più!

 

Il consumo regolare di pesce, è risaputo ormai, fa bene alla salute perché esso è una fonte proteica e contieneacidi grassipolinsaturi a lunga catena (LC-PUFA) della famigliaomega–3 alleati della salute. Il pesce è consigliato a tutti in particolare è necessario per l’alimentazione corretta delle donne in gravidanza, a quelle in allattamento, nella prima infanzia anche perché contribuisce ad un corretto sviluppo neurologico.

 

I grassi omega-3 hanno anche una funzione di prevenzione contro le malattie cardiovascolari e proprio per questo si consiglia di utilizzare pesce almeno 2-3 volte a settimana per gli over 50. Da un recente studio prospettico, PREDIMED, emerge che anche per i diabetici, mangiare pesce è necessario e salutare, perché protegge la retina, riducendo il rischio di retinopatia che con il tempo nei soggetti affetti da diabete di tipo II può portare alla cecità.

I partecipanti allo studio, 3614 individui spagnoli di età compresa tra 55 e 80 anni con una precedente diagnosi di diabete di tipo 2 hanno praticato per 6 anni, dal 2003 al 2009, un regime alimentare rispondente ai canoni della dieta mediterranee con l’insostituibile presenza di olio extravergine di oliva e frutta secca. I partecipanti allo studio hanno dichiarato di aver consumato la dose giornaliera di omega-3 raccomandata per una corretta prevenzione cardiovascolare, pari ad almeno 500 milligrammi al giorno (due porzioni circa di pesce a settimana).

Sono stati presi in considerazione i dati relativi a 3482 partecipanti dei 3614 reclutati per lo studio, il 48% erano uomini e l'età media era di 67 anni.

In conclusione: in soggetti di mezza età e anziani con diabete di tipo 2, l'assunzione di almeno 500 mg al giorno mediante l’alimentazione di acidi grassipolinsaturi a lunga catena omega-3, riduce il rischio di retinopatia diabetica del 48% rispetto ai coetanei che invece consumavano meno pesce stando sotto la dose minima raccomandata.

Allora è bene programmare l’acquisto di pesce, meglio se azzurro almeno due volte alla settimana per tutta la famiglia.

 

Per approfondire:

Aleix Sala-Vila et al.-Dietary Marine ω-3 Fatty Acids and Incident Sight-Threatening Retinopathy in Middle-Aged and Older Individuals With Type 2 Diabetes Prospective Investigation From the PREDIMED Trial JAMA Ophthalmol. Published online August 18, 2016

Il Sale meglio non esagerare, perciò leggi l'etichetta!

In un'alimentazione sana e corretta è importante anche l'assunzione di sodio che viene introdotto attraverso gli alimenti. In cucina parte del sale consumato quotidianamente viene aggiunto durante  la preparazione dei piatti, ma non dobbiamo dimenticare che alcuni alimenti contengono già sale ad altri viene aggiunto durante i processi di conservazione e lavorazione industriale e allora diventa importantissimo saper leggere le etichette, vediamo come:

Alto contenuto di Sodio         superiore a 0.4 gr/100 gr oppure superiore a 1 gr di sale

Medio contenuto di Sodio      da 0.1- 0.4 gr/ 100 gr oppure pari a 0.25-1.0 gr di sale

Basso contenuto di Sodio      inferiore a 0.1 gr/100 gr oppure inferiore a 0.25 gr di sale

Inoltre è importante sapere che 1 gr di sodio equivale a circa  2.5 gr di sale.

É bene fare attenzione all'etichetta, non solo per i soggetti già ipertesi o con patologia cardiovascolare, ma tuttidovrebbero prestarvi attenzione prima dell'acquisto, in primis per scegliere consapevolmente ciò che si porta in tavola.

Alimenti particolarmente ricchi di sale: salumi, prodotti confezionati da forno, pesce conservato sotto sale, formaggi, salsa di soia, maionese, ketchup, olive e conserve in genere.

La dieta può essere un rimedio efficace per abbassare il colesterolo?

 

Sappiamo che una parte importante del colesterolo presente nel sangue deriva dagli alimenti (soprattutto quelli di derivazione animale), quindi le preferenze dietetiche possono influenzarne molto i livelli. La dieta per il colesterolo insieme a norme comportamentali che implicano vere e proprie modificazioni dello stile di vita rappresenta il primo approccio terapeutico per soggetti con colesterolo alto anche prima di intervenire con un trattamento farmacologico, in alcuni casi anche il trattamento farmacologico è necessario (è importante sottoporsi regolarmente a visita cardiologica). 

Tra gli obiettivi della dieta per il colesterolo c’è ovviamente quello di abbassare i livelli di colesterolo totale ma anche e soprattutto quello di bilanciare i livelli di colesterolo buono e cattivo, in modo da ridurre quello cattivo e favorire quello buono.

Alimentazione e infertilità maschile

L’infertilità maschile è in aumento. Da studi recentissimi è emerso che l’alimentazione incide in modo significativo anche sulla fertilità maschile. Non soltanto le donne, ma anche gli uomini devono seguire una sana e corretta alimentazione se  vogliono concepire. Nella dieta, secondo lo studio1 pubblicato sulla rivista Fertility and sterility, non deve mai mancare vitamina C, zinco, calcio, ferro, omega 3, folati e selenio. Molte di queste sono sostanze antiossidanti capaci di migliorare la qualità dello sperma, combattono infatti eventuali problemi di oligospermia e in particolare incidono positivamente sulla mobilità degli spermatozoi. Lo zinco, presente nella frutta secca, nei cereali e nei legumi mantiene più alto il livello di testosterone; il calcio gioca un ruolo importante nella sintesi di alcuni ormoni sessuali. I folati anch'essi, sono implicati nel processo di spermatogenesi. Sarebbe opportuno consumare più frequentemente verdure a foglia larga, come spinaci e bietole, lattuga e broccoli per beneficiare delle quantità di minerali e vitamine utili al concepimento. La Vitamina C è contenuta negli agrumi, arance in particolare, ed in quasi tutti i tipi di verdura, specialmente nei peperoni rossi, nel basilico, nel pomodoro e nel cavolfiore.

Un studio americano2 poi, spiega che la fertilità maschile si riduce del 10% per ogni 10 Kg in eccesso.

Dunque, attenti ai chili in più e alla dieta se si sta programmando un concepimento.

 

Per approfondire

1 "Food intake and its relationship with semen quality: a case-control study". Jaime Mendiola, et al. Fertility and sterility- October 2007

2 "Reduced fertility among overweight and obese men". Sallmén M1, et al. Epidemiology- September 2006

+Sovrappeso e - Salute

dal Ministero della Salute 20 marzo 2013                

L’alimentazione, assieme all’attività fisica e all’astensione dal fumo, ha un ruolo fondamentale nella prevenzione di molte malattie. Ecco un elenco di quelle più comuni.

Malattie cardiovascolari

Sono la prima causa di morte al mondo. Dopo il fumo e l’età, un’alimentazione non equilibrata rappresenta il fattore di rischio principale per questo gruppo di malattie. A influire negativamente è un’alimentazione troppo ricca, particolarmente abbondante in calorie, grassi, specie quelli saturi (quelli di origine animale), colesterolo, sale e zuccheri e povera di fibre, che favorisce l’insorgenza di aterosclerosi.

Obesità

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità l’obesità colpisce nel mondo quasi mezzo miliardo di persone. Rappresenta uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, del diabete di tipo 2, di alcuni tumori, dell’artrosi, dell’osteoporosi. Riduce inoltre notevolmente l'aspettativa di vita. L’alimentazione - in particolare, l’eccessivo apporto calorico - gioca un ruolo fondamentale assieme alla mancanza di attività fisica.

Diabete di tipo 2

Colpisce circa il 6% della popolazione mondiale e fra le sue complicanze  annovera le malattie cardiovascolari, le malattie renali, la vascolopatia diabetica (piede diabetico) e la cecità. Le persone che ne sono affette hanno un’aspettativa di vita ridotta rispetto alla popolazione generale. Tra gli elementi che possono favorirne la comparsa c’è anche uno stile alimentare errato: in particolare un’alimentazione troppo “ricca” particolarmente abbondante in calorie, grassi, specie quelli saturi (quelli di origine animale), colesterolo, sale e zuccheri e povera di fibre.

Tumori

L’alimentazione influenza anche l’insorgenza di alcuni tumori. Un consumo eccessivo di carni rosse e carente di fibre (frutta, verdura, legumi e cereali integrali) è associato al rischio di sviluppare tumori dell’apparato digerente (stomaco, esofago, intestino. Un ruolo altrettanto importante viene svolto dal consumo di alcol e di sale. Sono ancora allo studio le relazioni tra dieta e altre forme di tumore (per esempio quelli della prostata, del rene, della vescica, della mammella).

Osteoporosi

Un’alimentazione povera di calcio e vitamina D nel corso della vita, associata ad una scarsa attività fisica, può facilitare il danno osseo causato da condizioni come l’osteoporosi, una patologia molto diffusa soprattutto a causa dell’allungamento della vita e che aumenta il rischio di fratture e riduce la qualità e la speranza di vita.

 

Le famiglie, la crisi e gli sprechi alimentari

E' tempo di crisi, ciò nonostante si registra che almeno una volta a settimana in media una famiglia getta via il cibo, più della metà degli italiani si disfa degli alimenti spazzatura invece di riutilizzarli come concime, per l'alimentazione degli animali o per la donazione. Le cause generalmente sono dovute alla cattiva conservazione o alla trappola delle offerte "prendi tre paghi due" e la gestione quantità/scadenza portano ad una spesa che non corrisponde al reale bisogno della famiglia. La filiera della carne è al primo posto per riduzione degli scarti e valorizzazione dei rifiuti secondo uno studio del Centro Studi Sprim di Milano, mentre i prodotti alimentari più sprecati sono quelli di origine vegetale.