Allarme obesità infantile

In Italia il fenomeno obesità in età evolutiva è in costante crescita. Aumenta il numero dei bambini in sovrappeso e obesi soprattutto nel sud del Paese. Viene subito una domanda: "ma noi meridionali non eravamo custodi della dieta Mediterranea, oggi patrimonio dell' UNESCO?".

Se la realtà fosse un film verrebbe subito alla mente un titolo poco decoroso alla nostra tradizione di paese ricco di frutti buoni e prodotti d'eccellenza:

"Dieta Mediterranea, benvenuta al Sud!".

É proprio cosi i dati di "OKKIO ALLA SALUTE", evidenziano che mentre al nord dell' Italia le madri sono attente ad assicurare ai proprio figli giuste porzioni di frutta e verdura, al sud al Sud le mamme ricorrono più facilmente al consumo dei comfort food: merendine, bibite gassate, patatine e cibo dei fast food per colmare capricci e/o per premiare traguardi raggiunti.

Il cibo, cari genitori, non deve mai diventare punizione né premio. Gli alimenti infatti, ed è bene insegnarlo ai più piccoli vengono consumati per soddisfare i fabbisogni energetici del corpo e per vivere con gusto, genuinità  e serenità momenti cinviviali con parenti ed amici.

Diabete di tipo II: i benefici del miglio

 

Un studio pubblicato sul Journal Food Science Tecnology sottolinea i benefici del miglio, se presente abitualmente nell’alimentazione di soggetti diabetici. Ancora una volta è evidente  l ruolo importante della nutrizione e in particolare la scelta di alcuni prodotti per aiutare a mantenere uno stato di salute buono. La dieta, non dobbiamo dimenticarlo, rappresenta la prima terapia per alcuni tipi di patologie legati all’alimentazione.

Entrando nei particolari, lo studio ha valutato la composizione dei nutrienti, l' indice glicemico del miglio  e i suoi effetti su alcuni parametri ematochimici di pazienti con diabete di tipo II . Il miglio ha il 10,5 % di proteine ​​del 3,6 % di grassi , 68,8 % di carboidrati e 398 kcal/100 g energia . Il contenuto totale di fibre alimentari è molto elevata ( 12,6 % ) di cui la frazione solubile è di  4,2 % ) e quella insolubili del 8,4 % . É stato registrato un basso indice glicemico dei grani sia decorticati ( 50,0 ) che decorticati e trattati termicamente ( 41,7 ). La somministrazione per 28 giorni ha rivelato una significativa riduzione del glucosio ( 139,2-131,1 mg / dl ) , LDL - C ( 167,7-162,9 mg / dl ) , VLDL - C ( 24,0-23,2 mg / dl ) , rapporto di TC : HDL ( 4,7-4,6 ) e LDL : HDL ( 3,2-3,1 ) nel gruppo dei pazienti diabetici impegnati nello studio. Simili cambiamenti, ma marginali sono state osservate nei non diabetici che hanno partecipato all’esperimento. Marginale diminuzione dei trigliceridi e l'aumento delle HDL  è stato registrato nei pazienti diabetici. Lo studio ha indicato che il miglio decorticato e trattato termicamente è benefico per i diabetici di tipo II .

Glycemic index and significance of barnyard millet (Echinochloa frumentacae) in type II diabetics. J Food Sci Technol. 2014 Feb;51(2):392-5. Epub 2011 Sep 2.

Prima colazione, ottima giornata!

 

I ragazzini che trascurano la prima colazione, saltandola del tutto o limitandosi a bere o mangiare qualcosa di dolce, rischiano l’obesità o il diabete da grandi. A dirlo è uno studio del Dipartimento di medicina clinica e salute pubblica della Umea University, in Svezia, pubblicato su Public Health Nutrition. Gli esperti hanno analizzato lo stato di salute e le abitudini di 889 soggetti sani di Lulea (città svedese), nel 1981 (quando avevano 16 anni) e nel 2008 (quando ne avevano 43), scoprendo che chi da ragazzino trascurava il pasto del mattino si è ritrovato da adulto con il 68% in più di rischio di soffrire di sindrome metabolica.

Le cattive abitudini a 16 anni predicono la comparsa della sindrome metabolica a 43, indipendentemente da altri fattori come lo stile di vita a l’indice di massa corporea – spiegano gli studiosi. Inoltre l’abitudine di trascurare la colazione durante l’adolescenza è connessa con un maggiore aumento di peso e un più elevato livello di glucosio nel sangue da adulti. La sindrome metabolica non è una vera malattia, ma un insieme di fattori di rischio cardiovascolare: grasso addominale, glicemia alta, pressione alta e livelli bassi di colesterolo buono (HDL). I ricercatori svedesi hanno scoperto che nel 2008 il 27% dei soggetti studiati aveva sviluppato segni della sindrome. Non consumare la prima colazione è una cattiva abitudine che accresce del 27% il rischio di malattie al cuore ed espone ad attacchi cardiaci fatali più frequenti della media.

“Poor breakfast habits in adolescence predict the metabolic syndrome in adulthood”, Public Health Nutr. Gennaio 2014 .