Dieta è bellezza: è possibile proteggere i capelli dal sole con una buona alimentazione?

Lo stress ossidativo dei raggi solari UVA e UVB non mette a dura prova solo la pelle ma anche i capelli possono essere danneggiati. Certo è che esporsi nelle ore meno calde, utilizzare creme protettive aiutano parzialmente a proteggere i capelli dagli effetti ossidanti: in estate i capelli diventano disidratati e crespi e tendono a spezzarsi e a schiarirsi. La dieta può venire in aiuto: spunta verde per frutta e verdura coloratissime per fare il pieno di vitamine e consumare alimenti ricchi di omega 3 come il pesce azzurro. Ecco le dritte dietetiche nel particolare: mangiare pomodori maturi ricchi di licopene, tè verde e cacao ricchi di polifenoli e flavonoidi potenti antiossidanti. Non rinunciate poi alle uova, due a settimana,  offrono un buon apporto di vitamina B che aiuta  a riparare le membrane danneggiate. Ortaggi giallo- arancioni per un buon apporto di carotenoidi, fate il pieno di carote, peperoni (anche crudi).

Coccolate e curate i vostri capelli mangiando sano!

Lo sport con te in vacanza

 

Hai finalmente raggiunto un equilibrio: mangi meglio, ti muovi di più. Arriva il periodo delle vacanze, non buttare al vento i risultati ottenuti con impegno, perciò anche in vacanza non rinunciare allo sport. Dedicati all’attività fisica nelle ore meno calde, meglio se di mattina presto oppure la sera dopo le 18.00. Per le temperature alte  non dimenticare di idratarti durante l’esercizio: è indispensabile bere prima, durante e dopo l’attività svolta; mai attendere il senso della sete, ma bere costantemente a piccoli sorsi ad intervallo di 10 minuti. È semplice rendersi conto se si è idratati dopo l’attività fisica, basterà controllare il colore delle urine:  se sono giallo chiaro vuol dire che sei ben idratato. Lo sport (una passeggiata, una corsa oppure esercizi localizzati) è un toccasana anche in vacanza infatti l’attività fisica aiuta a scaricare le tensioni e a ritrovare l’armonia con il proprio corpo.

 

Pronti per la prova costume?

Molte donne in questi giorni corrono ai ripari acquistando creme rimodellanti e rassodanti per sostenere la prova costume. Per alcune donne è insostenibile tollerare la presenza di un’acerrima nemica, che ogni estate si rende visibile: la cellulite. La panniculopatia edemato fibro-sclerotica, indica una condizione alterata del tessuto sottocutaneo che è ricco di cellule adipose. È caratterizzata da ipertrofia delle cellule adipose, ritenzione idrica e stasi di liquidi negli spazi intercellulari. L’equilibrio del sistema venoso e linfatico è modificato con un rallentamento del flusso sanguigno ed è presente una ritenzione dei liquidi da parte dei tessuti. La cellulite è strettamente legata agli ormoni femminili (infatti non si riscontra negli uomini e rappresenta un caratteristica dipendente da ormoni sessuali) nel tessuto sottocutaneo. Interessa principalmente cosce, glutei e arti superiori.  Una vita sedentaria o un dimagrimento eccessivo può aggravare l’inestetismo; anche un’alimentazione non corretta, cioè troppo piena di grassi o una postura sbagliata sostenuta per tempi lunghi che comprime i vasi può aumentare il rischio che si presenti e si accentui questo disturbo. L’abbigliamento troppo stretto, lo stress (aumenta il livello di alcuni ormoni) e il fumo (ha un’azione vasocostrittrice e aumenta i radicali liberi che peggiorano il microcircolo) sono altri fattori che possono contribuire alla comparsa della cellulite.

Quali possono essere i rimedi? Bastano le creme applicate all’ultimo minuto?

I rimedi sono diversi e sinergici: praticare sport; bere molta acqua; ridurre l’utilizzo di sale e di cibi che lo contengono in quantità maggiori; prestare attenzione alle etichette nutrizionali degli alimenti, escludendo quei cibi che presentano come primo ingrediente il sale (anche sotto forma di altri nomi, come: Na, cloruro di sodio, fosfato mono sodico, bicarbonato di sodio o glutammato di sodio); mangiare molta frutta e verdura; praticare un’alimentazione equilibrata e sana; coccolare la pelle con massaggi che favoriscano il drenaggio dei liquidi; evitare cibi molto salati, salumi, formaggi grassi, fritti, scatolame , alcolici, cioccolato, caffè.

È necessario quindi una preparazione ben più sistematica e lunga per non lasciarsi cogliere impreparate dall’arrivo dell’estate, in inverno bisogna curare adeguatamente il proprio corpo per poter vivere serenamente la temuta prova costume.

Mangiare e Salute 2016- Prenota una consulenza gratuita

Dal 6 al 10 giugno l'Ordine Nazionale dei Biologi pone l'attenzione sulla dieta mediterranea: i biologi nutrizionisti che hanno aderito all'iniziativa 'Mangiare e Salute' offriranno una consulenza nutrizionale gratuita. Oggi sebbene ci sia tanta confusione su dieta e mangiare sano, a causa di maghi e streghe che promettono miracoli dietetici, è risaputo che la dieta mediterranea resta il modello nutrizionale di riferimento per mangiare sano e con gusto rimanendo e/o migliorando il proprio stato di salute. Diffidate da quanti tramite i social, senza laurea e senza la formazione specifica, si autoproclamo "coach" della salute e offrono in cambio di compenso economico e di poche informazioni fornite dal malcapitato utente, un piano alimentare miracoloso. Potete essere certi: stanno compiendo una truffa a vostre spese e commettono un illecito punibile per legge. La salute è una cosa seria e non si può mettere nelle mani di un ciarlatano che attira attenzione sui social postando foto "del prima e dopo dieta" ritoccate a photoshop e non solo... ma elargisce continuamente consigli su questo alimento o su quell'altro, stabilendo senza criteri scientifici quali alimentiminserire e quali eliminare dal proprio regime alimentare. La legge stabilisce che solo i medici e i biologi in autonomia possono prescrivere diete, tenuto conto delle condizioni fisiopatologiche del soggetto accertate e diagnosticate da medici. Voi affidereste la salute del vostro cuore ad un camionista che racconta di come è migliorato la sua pressione arteriosa sistemica ed offre a buon mercato consigli metascientifici? Ogni soggetto ha la sua storia personale e familiare e perció è necessario seguire piani alimentari personalizzati, monitorando con l'ausilio di strumenti specifici, il miglioramento di parametri antropometrici e composizione corporea.

A ciascuno le sue professionalità e l'esercizio in coscienza e scienza della sua professione, come stabilisce la legge. Lo Studio di Nutrizione e dietetica umana della dottoressa GIUSEPPINA OREFICE ha aderito all'iniziativa promossa dall'ONB. Per informazioni e per prenotare una visita gratuita telefonare al 3291798761.

Mettersi a dieta vuol dire essere disponibile ad un cambiamento e con il giusto supporto professionale si puó essere accompagnati ad attuare, in salute e senza rischi, il miglioramento del proprio stato nutrizionale.

Vuoi mantenere giovane il cervello? Attento allo zucchero!

Uno studio pubblicato su "Cell reports" ha evidenziato gli effetti dello zucchero sulle cellule staminali del cervello: in vitro se le cellule staminali neurali (che in vivo sono presenti nell'ippocampo) sono a contatto con notevoli quantità di zucchero smettono di autorinnovarsi. Al contrario, gli animali a cui era stata somministrata una dieta ipocalorica mostravano un aumento delle staminali cerebrali. Il risultato della ricerca evidenzia che ci sono meccanismi ancora da approfondire che correlano gli zuccheri, in un rapporto inversamente proporzionale, alla memoria e all' apprendimento, perciò se le quantità di zuccheri assunti aumentano, diminuiscono le capacità cognitive. Allora come consumare meno zuccheri? Evitare prodotti da forno confezionati (merendine e snack dolci) particolarmente elaborati e ridurre la quantità di marmellata, miele, creme se consumate quotidianamente. Fondamentale è la lettura dell'etichetta. Attenti ai prodotti che contengono zuccheri mascherati: una bustina monodose di ketchup contiene circa 1 cucchiaino di zucchero e 200 ml di una bevanda gassate e zuccherata possono contenere fino a 10 cucchiaini di zucchero. L'aumento di zuccheri oltre agli effetti deleteri sulle cellule neurali come spiega lo studio, aumenta anche il rischio di obesità e dell'insorgenza di patologie correlate.

 

"A CREB-Sirt1-Hes1 Circuitry Mediates Neural StemCell Response to Glucose Availability". Fusco et al.- Cell Reports. Gennaio 2016

Per Pasqua, dieta libera.

Siamo in piena settimana santa, Pasqua arriverà tra pochissimo. Le brave cuoche della nostra terra hanno già tutto bene a mente: la lista degli ingredienti da comprare, le ricette da preparare, i piatti da portare in tavola. Se durante la Quaresima qualche piccola rinuncia è stata fatta anche dal punto di vista alimentare, a Pasqua nessuno vorrà rinunciare al piacere di gustare antipasti, pasta fresca, secondi succulenti e i dolci in compagnia di parenti o amici. Allora per chi è a dieta o è in procinto di iniziare un percorso di dimagrimento come si deve comportare a Pasqua e il lunedì in Albis?

Molto semplice e poco impegnativa la risposta: dieta libera.  Praticamente è consentito, senza strafare, non eliminare la degustazione di piatti tipici di queste festività.

Intanto in questi giorni pre-festivi sarebbe opportuno seguire un’alimentazione equilibrata, povera di zuccheri e ricca di fibre e praticare tanto movimento.

Pastiera napoletana: sì, ma vegana per chi ha il colesterolo alto

Non è pasqua senza pastiera, qualcuno lo ha ripetuto più volte in questi giorni. Da sempre si associano alle feste alcuni piatti e nello specifico alcuni dolci tipici locali; la pastiera napoletana rientra tra i dolci più desiderata in queste festività. Sarà perché il profumo dei canditi e dell’aroma millefiori ci riporta con la mente a quando eravamo bambini e il sabato santo era completamente dedicato ai fornelli o andando ancora più lontano del tempo, per i più fortunati, al calore del forno a legno nel cortile di casa o a quello in comune condiviso tra le famiglie del quartiere che diffondevano per casa e riversavano nei vicoletti un buon odore, quello inebriante di festa. Qualcuno ricorderà che le credenze erano piene di dolci intoccabili che solo la domenica di pasqua potevano essere condivisi con la famiglia. Bisogna ammetterlo i dolci hanno la capacità di creare un ponte con i ricordi dell’infanzia, è anche per questo (e per tante altre reazioni biochimiche che avvengono nel nostro organismo) che gli zuccheri ci calmano, ci rilassano e ci appagano.

Certamente la pastiera non può essere annoverato tra i dolci compatibili con un regime alimentare ipocalorico o magari con i soggetti che presentano alti livelli di colesterolo cattivo e trigliceridi. In termini calorici e nutrizionali non deve le sue calorie  solo agli zuccheri presenti ma considerevoli sono le quantità di grassi saturi dovuti alla presenza di uova, latte intero, ricotta e burro.

Perciò per i più curiosi e per i salutisti vi propongo una ricetta della pastiera napoletana in versione vegana, gli ingredienti sono tutti di origine vegetale.

Buon assaggio!

 

Ingredienti per la pasta frolla

500 gr farina

200 gr zucchero di canna

150 ml di latte di soia biologico

100 ml di olio di oliva

1 cucchiaino di bicarbonato

1 bustina di vanillina

 

Ingredienti per il ripieno

Crema di grano

300 ml di bevanda alla soia

300 gr di grano cotto

2 cucchiai fecola di patate

100 gr zucchero di canna

scorza di un limone

Crema di tofu

250 gr bevanda alla soia

50 ml di olio di soia

150 gr di zucchero di canna

aroma millefiori

300 gr di tofu al naturale (tritato)

cannella

100 gr di frutta candita

Le due creme vanno incorporate dopo la preparazione.  

Festeggiare senza rischi per la linea si può, anche a Carnevale

Vivere serenamente questa festa assaggiando i dolci tipici della tradizione e non temere che crolli l’equilibrio alimentare appena ritrovato dopo le feste natalizie, potrebbe sembrare una missione impossibile, invece si può: la preparazione oculata di dolci e la scelta di ricette light che prevedono l’utilizzo di oli vegetali al posto del burro e della margarina e la modalità di cottura possono fare la differenza.

Perché è necessario prestare questa attenzione ai grassi?

 

Ai fini della salute non tutti i grassi sono uguali, alcuni innescano uno stato infiammatorio che diventa causa di molte patologie come tumori e patologie cardiovascolari, altri invece, hanno un effetto contrario sulla salute sono infatti capaci, di spegnere l’infiammazione. Comunemente i grassi vengono divisi in “buoni” e “cattivi. Più tecnicamente distinguiamo i grassi insaturi, da quelli saturi. I primi, quelli insaturi (e buoni) si trovano in oli vegetali, nel pesce e nella frutta secca in guscio, a temperatura ambiente essi si presentano allo stato liquido. I grassi saturi invece, sono per lo più grassi di origine animale: sono presenti nelle uova, nella carne, e nei latticini; a temperatura ambiente si presentano solidi. In quest’ultima categoria rientrano anche alcuni grassi di origine vegetale (palma, cocco e palmisto) e quelli trans o idrogenati che derivano da oli vegetali modificati a livello industriale per garantire, sebbene non siamo consigliati dagli esperti perché nocivi per la salute, una conservazione più duratura di alimenti confezionati (prodotti fritti, snack elaborati e margarine). I grassi saturi sono capaci di innescare quella condizione infiammatoria, di cui sopra, portando all’aumento di patologie gravi a carico degli organi e in particolare del cuore, pancreas e fegato.Ai fini della salute non tutti i grassi 

Per Carnevale vi proponiamo una ricetta leggermente modificata rispetto a quella tradizionale delle castagnole, con la raccomandazione però, di prestare sempre attenzione alle quantità e alla modalità di cottura, naturalmente i dolcetti vanno cotti al forno:

Ingredienti per la preparazione delle castagnole (per 5-6 persone):

- 400 gr di farina 00

- 120 gr di zucchero semolato

- 3 uova fresche di gallina

- 40 g di olio di di mais

- 70 ml di vino bianco

- la scorza grattuggiata di 1 limone

- 3/4 di  bustina di lievito istantaneo per dolci

- zucchero a velo per servire le castagnole dopo averle lasciate a raffreddare.

30^ Puntata. L'esercizio fisico, una cura miracolosa.

 

Un comunicato stampa pubblicato qualche giorno fa dall’ Academy of Medical Royal Colleges sottolinea ancora una volta quanto sia importante per la prevenzione il movimento. Un’attività fisica moderata, infatti, aiuta a ridurre il rischio di molte patologie collegate al benessere (diabete, malattie cardiovascolari, steatosi epatica, ictus) e alcune tipologie di tumore. Dopo due anni trascorsi ad analizzare più di 200 ricerche, uno degli autori, Scarlett McNally, chirurgo ortopedico, rivela l’impatto che una regolare attività fisica potrebbe avere sulla salute. Ecco nel dettaglio quanto emerso dall’analisi: praticando 30 minuti di attività fisica al giorno per cinque giorni a settimana il rischio di cancro al seno può essere ridotto fino al 25%, mentre il cancro intestinale rischio può essere ridotto fino al 45% con l'esercizio fisico regolare; Il rischio di sviluppare demenza può essere ridotto fino al 30%; Il rischio d’ ictus del 30% e le probabilità di sviluppare malattie cardiache possono essere ridotte dal 40% al 30%. L'effetto dell’esercizio fisico in fase preventiva è meglio di molti farmaci, rivela dunque, la ricerca. Non è necessario secondo lo studio ricorrere a strategie costose come palestra o personal trainer per ottenere azioni miracolose sulla salute, bisogna solo munirsi di tanta buona volontà e iniziare un’attività fisica regolare e leggera, semplice e facile da praticare come una passeggiata, oppure rinunciare all’auto e spostarsi in bicicletta, fare le scale invece di usare l’ascensore, giocare all’aperto con i figli o i nipotini. L’unico rammarico di Dame Sue Bailey, presidente della Academy of Medical Royal Colleges è che l’esercizio spesso non viene prescritto dai medici che invece dovrebbero incoraggiare i pazienti verso questa buona pratica.

Essere attivi, dunque, è una cura miracolosa.

 

 

“Exercise: The miracle cure and the doctor’s role in prescribing it”- Academy of Medical Royal Colleges Comunicato stampa del 13 Febbraio 2015

 

Leggi l'articolo anche su:http://www.mandamentonotizie.it/nutruzionebenessere-lattivita-fisica-riduce-i-rischi-tumorali-a-cura-della-dott-ssa-orefice/

29^ Puntata. Il miele, elisir di lunga vita!


Gli antichi lo consideravano un elisir di lunga vita, di sicuro oggi potremmo dire che il miele è un alleato della salute perché agisce come un antibiotico naturale grazie alla sua attività battericida. Il segreto antisettico del miele è nascosto in una molecola la defensina 1, una proteina presente nel sistema immunitario delle api. Può essere utilizzato come dolcificante per tè e tisane in sostituzione del saccarosio, lo zucchero da tavola, perché il miele ha un potere dolcificante più grande di circa 1,5 volte e a parità di grammi contiene meno calorie. Consumato tutti i giorni come dolcificante o sulle fette biscottate al mattino, a colazione,può esercitare azione preventiva contro tosse e raffreddore, il miele, infatti, è citato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come potenziale trattamento della tosse perché ha un’azione emolliente donando sollievo alla gola irritata. Due studi sottolineano la bontà del miele anche per i più piccoli. Nel primo studio pubblicato dai ricercatori dell’Università di Tel Aviv, bambini di età compresa tra 1 e 5 anni sono stati suddivisi in tre gruppi: al primo è stato somministrato il miele, al secondo gruppo invece è stato somministrato uno sciroppo con effetto placebo e al terzo un estratto di silon. I bambini del primo gruppo tossivano meno e la regressione della tosse è risultata più veloce. Il miele è ricco di antiossidanti e di vitamina C, ecco perché è un valido aiuto nel trattamento e prevenzione delle infezioni respiratorie. Nel secondo studio, condotto da University of Calabar Teaching Hospital, bambini di età tra i 2 e i 18 anni, con tosse attribuibile ad infezione del tratto respiratorio superiore, hanno ricevuto dosi notturne di miele, destrometorfano (farmaco antitussivo) al gusto di miele, o nessun trattamento. I risultati ottenuti sono stati effettivamente a favore del gruppo in trattamento con miele; tuttavia questa sostanza è stata anche associata ad iperattività e insonnia. Certamente non bisogna esagerare nelle quantità considerato che il miele contiene anche zuccheri. È bene inoltre, non somministrare miele selvatico ai bambini al di sotto di un annodi vita perché non avendo una flora intestinale sviluppata, potrebbero incorrere in botulismo. Uno studio recentissimo condotto su giovani di età compresa tra i 21 e 25 anni ha evidenziato come l’utilizzo di miele incide sulla riduzione della placca dentale.

 

Comparative evaluation of honey, chlorhexidine gluconate (0.2%) and combination of xylitol and chlorhexidine mouthwash (0.2%) on the clinical level of dental plaque: A 30 days randomized control trial. Jain A et al. - Perspect Clin Res. 2015

Honey for acute cough in children. Oduwole O et al.- Cochrane Database Syst Rev. 2014

Effect of Honey on Nocturnal Cough and Sleep Quality: A Double-blind, Randomized, Placebo-Controlled Study. Herman Avner Cohen MD et al.- Pediatrics

 

Leggi l'articolo anche: http://www.mandamentonotizie.it/nutrizionebenessere-il-miele-elisir-di-lunga-vita-a-cura-della-dott-ssa-orefice/

28^Puntata. Prevenire è meglio che curare!

Si comincia da piccolini ad acquisire le abitudini che poi accompagneranno la vita dell’adulto, così come avviene per i comportamenti sociali anche i

 comportamenti alimentari adottati da bambini influenzeranno le scelte dell’adulto. Oggi è fondamentale tutelare la salute dei più piccoli partendo da una corretta

 alimentazione che tenda a infondere con consapevolezza quali sono le scelte alimentari da sostenere per una vita più sana. 

È più semplice dire sempre sì al proprio figlio per non rattristarlo, piuttosto che dire di no quando sceglie merendine ipercaloriche o chiede di placare la sua fame concedendogli porzioni alla pari di un adulto. Se è vero che il ruolo genitoriale è di guida, di tutela e di accompagnamento è necessario anche dire no, soprattutto quando la situazione comincia a diventare fuori controllo. La pubblicazione Unicef del 2013, realizzata congiuntamente con L’Istat rivela che nonostante il nostro mezzogiorno goda della disponibilità di prodotti tipici della dieta mediterranea e conosce, piuttosto bene, le regole di una sana alimentazione è l’ultima area italiana a seguire le raccomandazioni e le linee guida indicate dagli esperti per prevenire molte patologie. Secondo lo studio Unicef i nostri bambini (Sud Italia) consumano meno frutta e verdura degli altri bambini, manifestando sovrappeso e obesità in età infantile, condizioni che li renderanno adulti affetti da diabete, malattie cardiovascolari, ipercolesterolemia e tumori. Nel bambino che mangia di più e male, gli adipociti (cellule del grasso) nel corpo aumentano e resteranno per tutta la vita in numero superiore se non si interviene prontamente, infatti non occorre aspettare l’età adolescenziale, ma già in età pediatrica si può iniziare a modificare, con cautela, e attraverso un percorso di educazione alimentare le abitudini alimentari non corrette.

Per approfondire:

BAMBINI E ADOLESCENTI TRA NUTRIZIONE E MALNUTRIZIONE Problemi vecchi e nuovi in Italia e nel mondo in via di sviluppo- Comitato Italiano per l’UNICEF Onlus & Istituto Nazionale di Statistica. 2013

27^ Puntata.

Il freddo di questi giorni si ripercuote sulla salute e come accade spesso, l’ inverno porta con sé raffreddore e influenza. La terra però, ci offre dei frutti davvero efficaci per prevenire e difenderci dai mali di stagione.Gli agrumi sono tra questi. Arance, pompelmo, mandarini e limoni sono ricchi di vitamina C e di alcune vitamine del gruppo B. In maniera particolare, il limone ha proprietà antisettiche e battericide, è astringente ed è molto dissetante, può essere utilizzato per rendere più gustose tè e tisane. La vitamina C presente nel limone, in buone quantità, rafforza il sistema immunitario, combatte il raffreddore e il mal di gola e favorisce l'assimilazione del ferro. Le gocce di limone sono un ottimo condimento per la verdura e l’abbinamento con piatti a base di carne favorisce l’assorbimento di ferro utile soprattutto per i soggetti anemici.
Gli agrumi rossi possiedono antiocianine, sostanze con proprietà antiossidante.
Non dimentichiamo poi, i prodotti dell’orto della famiglia delle crucifere: broccoli, cavoli e verza contengono sostanze antitumorali come polifenoli, carotenoidi, indoli e sulforafano utili a prevenire alcune forme di tumori come quelli dell’apparato digerente e il cancro al seno e, sono in grado di agire sulle cellule staminali inibendo la possibilità di insorgenza di altre neoplasie. Le proprietà mineralizzanti, ricostituenti, energetiche, antianemiche, disinfettanti dei broccoli e dei cavoli rendono questi prodotti dell’orto buoni alleati della salute in inverno.

Per approfondire:

Sulforaphane, a dietary component of broccoli/broccoli sprouts, inhibits breast cancer stem cells. Li Y. Et al.,
Clin Cancer Research. 13 Apr 2010.

Inran- Tabelle di composizione degli alimenti. www. inran.it

 

Leggi anche l'articolo su:http://www.mandamentonotizie.it/nutrizionebenessere-due-alleati-naturali-contro-i-mali-di-stagione-a-cura-della-dott-ssa-orefice/

26^ Puntata. Se mangi mirtilli, la pressione va giù.

Un recente studio conferma le proprietà benefiche del mirtillo sulla prevenzione di patologie cardiovascolari. La ricerca rivela che gli effetti salutari si manifestano consumando quantità minori rispetto a quelle indicate in pubblicazioni precedenti. Lo studio arriva dalla Florida State University; è stato condotto su 48 donne in menopausa che presentavano da poco tempo ipertensione e rigidità arteriosa, condizioni che come risaputo, predispongono a malattia cardiovascolare.
Per 8 settimane le donne che hanno partecipato allo studio sono state divise in due gruppi: il primo gruppo ha assunto mirtillo in polvere (corrispondente a circa una tazza); all’ altro gruppo è stato, invece, somministrato un placebo in polvere. Attraverso una metodica non invasiva è stata valutata sia la pressione arteriosa che l’elasticità arteriosa controllando i livelli ematologici di ossido nitrico nelle diverse fasi dello studio, prima della somministrazione, dopo 4 settimane e dopo 8 settimane.
Nella fase finale della ricerca si registrava, nel gruppo che aveva assunto mirtillo in polvere, una diminuzione rispettivamente del 6% e 5% della pressione diastolica (minima) e sistolica (massima). I livelli di ossido nitrico risultavano aumentati rispetto ai valori basali. Le donne del secondo gruppo che avevano assunto, invece, il placebo non mostravano miglioramento dei parametri misurati.
Sebbene esistano terapie farmacologiche antipertensivi, per persone che preferiscono terapie naturali a scopo preventivo il consumo regolare di un pugno di mirtilli può migliorare la pressione arteriosa e l’elasticità delle arterie.

Per approfondire:

Daily Blueberry Consumption Improves Blood Pressure and Arterial Stiffness in Postmenopausal W”omen with Pre- and Stage 1-Hypertension: A Randomized, Double Blind, Placebo-Controlled Clinical Trial”. Sarah A. Johnson et al. Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics- 7 Gennaio 2015

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25^ Puntata. Perché siamo attratti da cibo ipercalorico?

Vi siete mai chiesti perché alcuni prodotti alimentari sono irresistibili anche dopo le festività? Alcuni alimenti sono in grado di attivare le aree celebrali che 

controllano il senso di gratificazione e di appagamento, accendendo le stesse aree celebrali su cui agiscono anche alcune droghe. In realtà pure le teorie evoluzionistiche ci spiegano che il corpo umano si è evoluto così da essere particolarmente attratto dagli alimenti ipercalorici per soddisfare i bisogni energetici dell’uomo primitivo (semi, frutta secca). Gli alimenti ipercalorici, dunque, sono capaci di dare dipendenza, sia quelli dolci (caramelle, cioccolato, merendine) che salati (patatine fritte, salse) sia per la presenza di zuccheri raffinati sia per la costante esposizione a campagne pubblicitarie che influenzano le scelte del 

Per approfondire: “New Year’s Res-Illusions: Food Shopping in the New Year Competes with Healthy Intentions”- Plos one Lizzy Pope et al. 16 dicembre 2014consumatore. L’assunzione eccessiva di cibo senza reale necessità energetica dovuta alla ricerca di soddisfacimento di un bisogno emotivo è definita “iperfagia edonica” ed è indipendente dallo stato di sazietà, essa è legata solo alla ricerca di un appagamento, infatti si mangia eccessivamente quando ci si sente soli, quando l’ansia assale i pensieri o quando si è troppo stanchi. Incoraggiare i consumatori a sostituire alimenti sani con quelli meno sani, può essere un modo per aiutarli a soddisfare i buoni propositi del nuovo anno: “quest’anno mi metto a dieta / ho deciso, mangio solo cibo sano”. Questo, quanto ci suggerisce uno studio americano condotto su 207 famiglie; i dati raccolti sottolineano che dopo le festività natalizie (in particolare da gennaio a marzo) le calorie introdotte nella dieta aumentano del 9% rispetto a quelle del periodo precedente (da luglio a dicembre). Campagne informative sul cibo sano inducono le persone a scelte consapevoli e a consumi sostenibili anche per l’ambiente.

 

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24^ Puntata. Dopo le festività natalizie, poche regole per ritrovare la linea

Con L’Epifania termina il lungo periodo delle feste natalizie che ha regalato tanti momenti conviviali e prelibati. Ora, però, restano i chili che si sono aggiunti e che desideriamo smaltire in tempi brevi. Occorrono almeno dieci giorni per poter perdere i chili presi in queste feste e mettere da parte la sensazione di pesantezza e di affaticamento dovuto al consumo di cibo molto condito e grasso. Di seguito troverete alcuni consigli utili per poter, con qualche sacrificio in più, ritornare in forma.

- Bere molto, anche quando non si avverte sete; se preferite potete concedervi anche tisane e tè 

per assicurare il giusto apporto idrico, l’importante è non aggiungere zucchero, considerato che ne abbiamo assunto tanto in questi giorni;

- Mai digi
unare; il digiuno non aiuta il metabolismo anzi potrebbe comprometterlo;
- Almeno 3 porzioni di frutta al dì e tanta verdura; Non bevete bibite zuccherate né alcoliche;
- Se ci sono degli avanzi consumarli in piccole quantità, sostituendoli ad un secondo se per esempio si tratta di formaggi;
- Evitate salumi, fritti, insaccati, carne rossa e dolci;
-Attenzione al sale e ai condimenti; per insaporire i piatti utilizzate le spezie. 

- Movimento; anno nuovo, impegni nuovi: praticate costantemente un’attività fisica almeno tre volte a settimana.

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23^ Puntata. Una Befana light...

“Anno nuovo, vita nuova!” Quanti propositi buoni per il nuovo anno suggeriti dalle licenze dolci 

e salate che ci siamo concessi durante le piacevolissime feste natalizie, ma che sono messi a dura prova a pochi giorni dall'inizio del nuovo anno… eh sì appesa al camino o sotto l’albero domani la calza della Befana sarà piena di dolciumi, cioccolato e caramelle. Anche per i più cattivi che troveranno carbone, la linea sarà messa a dura prova. Allora come riempire le calze, pur mantenendo peso e benessere? Possiamo scegliere di preparare delle calze alternative con frutta fresca (esotica o essiccata) o secca (mandorle, pistacchi, noci e nocciole), barrette di cereali, oppure preparando dolci e leccornie in casa utilizzando lo zucchero di canna invece di quello bianco, risparmiando sulle quantità di burro nella preparazione dei biscotti e scegliendo ricette light che garantiscono comunque la preparazione di vere prelibatezze. 

 

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22^ Puntata. Tovaglia e piatti influiscono sulla sazietà.

Conoscete il detto “anche l’occhio vuole la sua parte?” Vi dirò di più, quando parliamo di cibo e piatti anche il cervello vuole la sua parte e la ottiene attraverso percezioni diverse: i colori, le quantità, i sapori. Sicuramente il menù del cenone e quello del giorno di Natale sono già pronti, più o meno tradizionali che siano, le idee saranno sicuramente chiare, ma avete già pensato alle decorazioni e alle porcellane che utilizzerete? Il senso di sazietà passa davanti agli occhi: più il piatto è grande e più la porzione dovrà essere tanto grande altrimenti ci sembrerà di aver mangiato meno, la stessa quantità di cibo infatti, messa in un piatto più grande ci dà l’illusione di essere molto di meno. Quando invece mangiamo in piatti di dimensioni più piccole, il cervello riconosce la quantità giusta, trasmettendo un senso di piacere e di rilassamento per la sazietà pregustata attraverso gli occhi, grazie a ciò che percepisce più abbondante lasciandoci più appagati senza pensare al bis. La sazietà non dipende solo dalla grandezza del piatto, bensì anche del suo colore; se il condimento (il colore del cibo) è uguale a quello del piatto la porzione ci sembrerà più grande se i colori sono complementari a parità di quantità ci sembrerà di avere nel piatto meno cibo. Dunque, scegliete con attenzione oltre al menù anche le stoviglie e le tovaglie.

 

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21^ Puntata. Brindisi e calorie, attenzione alla linea!

Anno nuovo, brindisi e bilancia in che rapporto stanno tra loro? Spumante e champagne contengono alcol e quando il loro consumo è sporadico non rappresentano una grande minaccia per la linea, le feste però mettono a dura prova il girovita. Le calorie delle bevande alcoliche sono definite anche “calorie vuote” perché non apportano nutrienti, ma gli zuccheri e l’alcol contenuti se non vengono adeguatamente consumati finiscono per aumentare il tessuto adiposo, cioè il grasso corporeo.
Se teniamo conto anche degli aperitivi alcolici consumati a metà mattinata o pomeriggio e dei superalcolici che ci concediamo incontrando gli amici la sera dobbiamo conteggiare le calorie dei singoli ingredienti alcolici più succo di frutta o bibite gassate a seconda della ricetta.
Anche gli ammazzacaffè che generalmente vengono consumati a fine pasto con la scusa di favorire la digestione, introducono nel corpo altre calorie (almeno 200 kcal) e aumentano il bilancio calorico di un pasto già molto ricco, come quello delle feste natalizie. Allora fate attenzione al numero di brindisi e se riuscite limitate le quantità.

 

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20^ Puntata. Caramelle e dolciumi ai bambini, la moderazione è necessaria!

Manca meno di una settimana a Natale e già tutti i dolci tipici di questo periodo sono stati gustati per via della grande

disponibilità e dei prezzi accessibili che non limitano i consumi. 

Prestate attenzione soprattutto all’alimentazione dei vostri figli in questo periodo, specie

 perché i bambini durante le feste saranno a casa per molto più tempo e avranno accesso per tutto il giorno alla credenza. Inoltre, la sospensione delle attività comporterà l’aumento della permanenza davanti alla tv e ai videogiochi. Se le attività sportive vanno in stand by per via delle vacanze coinvolgeteli in attività e giochi di movimento e incrementate le uscite in famiglia per aumentare il dispendio di energia. Cercate di moderare le porzioni e di distribuire i pasti durante il giorno in maniera equilibrata. Inoltre, poiché la disponibilità di cioccolato e caramelle non è più quello di cinquant’anni fa, preparate una calza alternativa in occasione dell’ Epifania con poche caramelle e più frutta fresca e secca.

 

 

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19^ Puntata. Le abbuffate, presto saranno solo un ricordo!

Temete le abbuffate natalizie? Niente paura tra non molto potrebbero diventare solo un ricordo.

Da uno studio londinese pubblicato su Gut Microbiota sarebbe stato messo a punto un sale dalle prodigiose capacità sazianti: sale di propionato. Il propionato gioca un ruolo importante nella regolazione dell’appetito e viene prodotto nel colon ad opera del microbiota intestinale durante la digestione delle fibre. I ricercatori hanno sviluppato un nuovo estere inulina-propionato e hanno valuto i suoi effetti sazianti su 60 adulti in sovrappeso monitorati per 24 settimane, controllando sia l’aumento di peso che la presenza degli ormoni nel sangue che regolano l’appetito. I soggetti sottoposti allo studio, ai quali è stato aggiunto l’estere inulina- propionato nel piatto, non sono aumentati di peso e presentavano valori plasmatici più alti di ormoni che “spezzano” l’appetito.
Questo studio dimostra che l’utilizzo di questo “ingrediente particolare” nella dieta potrebbe impedire l’aumento del peso in soggetti già in sovrappeso.
Per i prossimi anni questo composto potrebbe aiutare le persone in sovrappeso a non cedere alle abbuffate, specie nei periodi di festa come quello natalizio.

Per approfondire:

“Effects of targeted delivery of propionate to the human colon on appetite regulation, body weight maintenance and adiposity in overweight adults”. Gut Microbiota - Chambers et al., 10 dicembre 2014.

 

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17^ Puntata. Mi metto a dieta prima o dopo le feste?

Manca meno di un mese al Natale e le leccornie tipiche della nostra tradizione sono già disponibili nei negozi.



Gli scaffali traboccano di panettoni, torrone, mostaccioli, roccocò e chi più ne ha più ne metta. Sicuramente

agli irrinunciabili cenoni, si aggiungeranno, durante il periodo natalizio, le serate in compagnia degli amici e
della famiglia che offriranno momenti di relax e di convivialità. Attenzione però, oltre a riempirci il cuore di
allegria e gioia rischiano di caricarci anche di qualche chilo di troppo. Qualcuno preferisce fare i conti con la
bilancia dopo le feste, ma è sicuramente più semplice giocare d’anticipo. In questo periodo pre-natalizio fate
attenzione alla vostra alimentazione, consumate tanta verdura, vi sazierà di più e riuscirete a tenere sotto
controllo le entrate caloriche. Potreste preparare delle zuppe di legumi, delle vellutate di verdure o realizzare
dei contorni prelibati capaci di soddisfare palato e mente. Naturalmente, questo non vuol dire rinunciare alla
pasta, alla carne o alle uova e al pesce ma, semplicemente ridurre le proteine animali e i grassi a favore di
quelle vegetali. Scegliete cotture leggere. Bandite dalle vostre cucine i fritti. Evitate burro e margarina,
condite i vostri piatti con olio extravergine d’oliva. Consumate un solo bicchiere di vino rosso al giorno,
rinunciate a drink superalcolici e “ammazzacaffè”. Guadagnerete salute e vivrete con maggiore serenità le
prossime feste.

 

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