16^ Puntata Il fumo passivo fa ingrassare

È risaputo che fumare fa male, nuoce gravemente alla salute.
I benefici per la salute ottenuti da ex fumatori sono molteplici, a mano a mano che il periodo di astinenza aumenta essi aumentano; infatti, la pressione e il ritmo cardiaco tornano ai valori normali, i polmoni lavorano meglio, i sensi del gusto e del tatto migliorano. Migliorano anche circolazione sanguigna e capacità polmonare. Calano il rischio d’infezioni respiratorie e di ictus. Dimezza il rischio di infarto. Anche il rischio di carcinoma polmonare cala. Diminuisce anche il pericolo di cancro all’esofago, al cavo orale e alla vescica.
Il rischio di malattie cardiache coronariche dopo 15 anni dall’ultima sigaretta è lo stesso di un non fumatore.
Il fumo passivo può innescare lo sviluppo di gran parte delle malattie cui è soggetto il fumatore attivo. Oggi uno studio pubblicato sull’American Journal Of Physiology Endocrinology And Metabolism spiega anche la correlazione tra fumo passivo e aumento di peso.
L’esposizione al fumo di sigaretta secondo lo studio aumenta la biosintesi polmonare di alcune molecole lipidiche (ceramide) che alterano alcune funzioni metaboliche. Elevati livelli di ceramide, nel muscolo scheletrico dei topi esposti al fumo passivo, altera i mitocondri delle cellule e conseguentemente provoca disordini metabolici. L'impiego di modelli cellulari e animali, ha consentito di studiare l'effetto del fumo di sigaretta sulla segnalazione dell'insulina delle cellule muscolari e sula respirazione mitocondriale. Gli studiosi hanno visto che iniettando una sostanza che inibisce le ceramidi, i topi non aumentavano di peso né sviluppavano un disordine metabolico. Questa sostanza inibitoria non è stata però utile a prevenire l’insulino resistenza nei topi che, oltre ad essere esposti al fumo passivo, erano alimentati con una dieta ricca di zuccheri e di grassi. Chi subisce il fumo passivo, dunque ha un maggiore rischio di problemi cardiovascolari e metabolici. In particolare, secondo lo studio americano, il fumo di sigaretta aumenterebbe il rischio di sviluppare resistenza insulinica, cioè abbasserebbe la sensibilità delle cellule all'azione dell'insulina, e quindi predisporrebbe all’insorgenza del diabete.

Per approfondire:

“Ceramides mediate cigarette smoke-induced metabolic disruption in mice”. Thatcher Mo et al. American Journal Of Physiology Endocrinology And Metabolism- novembre  2014

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