16^ Puntata Il fumo passivo fa ingrassare

È risaputo che fumare fa male, nuoce gravemente alla salute.
I benefici per la salute ottenuti da ex fumatori sono molteplici, a mano a mano che il periodo di astinenza aumenta essi aumentano; infatti, la pressione e il ritmo cardiaco tornano ai valori normali, i polmoni lavorano meglio, i sensi del gusto e del tatto migliorano. Migliorano anche circolazione sanguigna e capacità polmonare. Calano il rischio d’infezioni respiratorie e di ictus. Dimezza il rischio di infarto. Anche il rischio di carcinoma polmonare cala. Diminuisce anche il pericolo di cancro all’esofago, al cavo orale e alla vescica.
Il rischio di malattie cardiache coronariche dopo 15 anni dall’ultima sigaretta è lo stesso di un non fumatore.
Il fumo passivo può innescare lo sviluppo di gran parte delle malattie cui è soggetto il fumatore attivo. Oggi uno studio pubblicato sull’American Journal Of Physiology Endocrinology And Metabolism spiega anche la correlazione tra fumo passivo e aumento di peso.
L’esposizione al fumo di sigaretta secondo lo studio aumenta la biosintesi polmonare di alcune molecole lipidiche (ceramide) che alterano alcune funzioni metaboliche. Elevati livelli di ceramide, nel muscolo scheletrico dei topi esposti al fumo passivo, altera i mitocondri delle cellule e conseguentemente provoca disordini metabolici. L'impiego di modelli cellulari e animali, ha consentito di studiare l'effetto del fumo di sigaretta sulla segnalazione dell'insulina delle cellule muscolari e sula respirazione mitocondriale. Gli studiosi hanno visto che iniettando una sostanza che inibisce le ceramidi, i topi non aumentavano di peso né sviluppavano un disordine metabolico. Questa sostanza inibitoria non è stata però utile a prevenire l’insulino resistenza nei topi che, oltre ad essere esposti al fumo passivo, erano alimentati con una dieta ricca di zuccheri e di grassi. Chi subisce il fumo passivo, dunque ha un maggiore rischio di problemi cardiovascolari e metabolici. In particolare, secondo lo studio americano, il fumo di sigaretta aumenterebbe il rischio di sviluppare resistenza insulinica, cioè abbasserebbe la sensibilità delle cellule all'azione dell'insulina, e quindi predisporrebbe all’insorgenza del diabete.

Per approfondire:

“Ceramides mediate cigarette smoke-induced metabolic disruption in mice”. Thatcher Mo et al. American Journal Of Physiology Endocrinology And Metabolism- novembre  2014

Leggi sul giornale on-line:

http://www.mandamentonotizie.it/?p=96113

15^ Puntata Nel Cioccolato l'elisir per migliorare la memoria

Alcuni lo preferiscono fondente, altri a latte; il cioccolato conquista tutti, grandi e piccoli, ed è e difficile resistergli. Molte le proprietà benefiche attribuite a questo alimento, tanto desiderato dai più golosi e non solo, per il suo potere rilassante, capace di appagare tutti i palati. Il cioccolato è un alimento ad alto contenuto di flavonoidi e di magnesio. I flavonoidi hanno un elevato potere antiossidante, capace di impedire l’ossidazione del colesterolo cattivo e la formazione di trombi. Il cioccolato è consigliato a chi soffre di ipotensione arteriosa e a chi svolge attività fisica, grazie al suo contenuto di magnesio. Non è un alimento adatto però, a chi soffre di reflusso gastroesofageo, gastrite, di ulcere, di allergia al nichel, di emicrania, calcolosi renale.
Un recente articolo pubblicato qualche giorno fa, illustra uno studio condotto da alcuni ricercatori del Columbia University Medical Center, che correla gli antiossidanti contenuti nel cioccolato al miglioramento della memoria negli anziani. I ricercatori hanno somministrato, per tre mesi, un composto contenente flavonoidi, ad un gruppo di persone in età compresa tra i 50 ai 69 anni, in buono stato di salute, e le loro capacità mnemoniche sono state valutate attraverso diversi test cognitivi e con risonanza magnetica nucleare. Lo studio si è concentrato sull’osservazione del giro dentato, una regione del cervello, la cui funzione diminuisce in età senile. La diminuita funzionalità di questa area cerebrale (giro dentato) sembra essere una possibile causa del declino della memoria con l’avanzare dell’età. I risultati hanno evidenziato, nei soggetti sottoposti a trattamento con i flavonoidi, un aumento di flusso sanguigno in quella zona, indice di un’aumentata attività.
Ora però non facciamoci illusioni: le quantità di flavonoidi somministrate nello studio si potrebbero assumere con enormi quantità di cioccolato e considerato l’alto potere calorico del cioccolato il verosimile aumento della memoria sarebbe deleterio per il peso forma.
Sicuramente i risultati dello studio potrebbero dar vita in futuro ad un integratore capace di migliorare le capacità mnemoniche nelle persone anziane.

 

“Enhancing dentate gyrus function with dietary flavanols improves cognition in older adults Brickman” AM, et al. - Nat Neurosci. 26 Ott. 2014

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14^ Puntata. L'olio extravergine d'oliva, amico della salute

Uno dei protagonisti della dieta mediterranea, l’olio extravergine d’oliva, si colloca sullo scenario scientifico mondiale come indiscusso amico della salute. Un prodotto ricco di vitamine liposolubili, fitosteroli e polifenoli e di acidi grassi, in particolare acido oleico (monoinsaturo, presenti in maggiori quantità rispetto agli altri), acido palmitico (saturo), acido linoleico (polinsaturo, acido grasso ω6) ed acido α-linolenico (polinsaturo, un acido grasso ω3).
Il meccanismo protettivo dell’olio di oliva sulla salute insieme ad altri prodotti (frutta, verdura, erbe aromatiche, cereali, olio di oliva, pesce e vino), fa della dieta mediterranea un modello di alimentazione sana, infatti, essa è associata ad una minore incidenza di aterosclerosi, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro. L'interesse della Comunità scientifica si è concentrato sull'attività biologica dei composti fenolici presenti nell’ olio extra vergine di oliva. Gli studi condotti sia in vivo (modelli murini) che in vitro (su cellule) hanno dimostrato che alcuni componenti di questo olio hanno effetti positivi sui parametri metabolici, come lipoproteine plasmatiche, danno ossidativo, marker infiammatori, funzione piastrinica, e attività antimicrobica. Uno studio italiano, ha dimostrato un effetto antiproliferativo dei composti fenolici contenuti nell’olio extravergine di oliva sulle cellule tumorali del colon, attraverso l'interazione con i segnali estrogeno-dipendenti coinvolti nella crescita delle cellule tumorali. In un altro studio, condotto in Spagna, sono stati valutati gli effetti dell'estratto a base di un polifenolo contenuto nell’olio extravergine d’oliva, iniettato in un modello murino di artrite reumatoide. La somministrazione dell’estratto diminuisce nel topo trattato l'edema articolare, la migrazione cellulare, la degradazione della cartilagine e di erosione ossea. L’estratto riduce anche, secondo lo studio, significativamente i livelli di citochine pro infiammatorie e in particolare quelli della prostaglandina E2, nonché l'espressione di cicloossigenasi-2 e della prostaglandina sintasi-1 E.
Un altro studio, effettuato attraverso un software ‘Pharmaexpert’ che può prevedere migliaia di attività biologiche, in base al tipo di composto in esame, ha evidenziato gli effetti farmacologici, i meccanismi fisiologici e biochimici di azione e tossicità specifica mostrando per l’olio extravergine d’oliva attività anti- aging e anti cancro.
Questi risultati supportano l'interesse dei componenti naturali presenti nell’olio extravergine d’oliva nello sviluppo di prodotti per la prevenzione e la cura di alcune patologie come obesità, diabete e malattie cardiovascolari oltre a quelle evidenziate sopra.

“In vitro effects of extracts of extra virgin olive oil on human colon cancer cells”. Pampaloni B et al, Nutr Cancer. Ott. 2014
“Anti-inflammatory and joint protective effects of extra-virgin olive-oil polyphenol extract in experimental arthritis”. Rosillo M A et al, J Nutr Biochem. Sett. 2014
"Computer-aided discovery of biological activity spectra for anti-aging and anti-cancer olive oil oleuropeins". Corominas-Faja B et al, Aging (Albany NY). Sett. 2014

13^ Puntata. In cucina, meglio poco sale.

Il sodio è un nutriente importante per molti processi fisiologici, è introdotto con l’alimentazione soprattutto sotto forma di cloruro di sodio, il comune sale da cucina. Se assunto in eccesso il sale diventa nemico della salute. L'aumento di assunzione di sodio negli ultimi decenni ha mostrato una correlazione positiva con l’aumento patologico nei soggetti predisposti, della pressione arteriosa. Studi recenti riportano una riduzione della pressione arteriosa con riduzione dell'apporto di sodio da livelli moderati a livelli più bassi, ecco perché le linee guida internazionali raccomandano a tutte le persone di non eccedere nell’uso quotidiano. L’apporto eccessivo di sodio è la causa principale di alcune patologie cardiovascolari e dei reni. Recenti studi evidenziano anche che un consumo elevato di sodio comporta un rischio maggiore di tumore allo stomaco e osteoporosi (il suo aumento comporterebbe maggiore escrezione urinaria di calcio). È importante perciò, a scopo preventivo ridurre a tavola e in cucina il consumo di sale e tra le altre cose è meglio preferire al sale comune quello arricchito con iodio (la cui carenza può avere ripercussioni gravi sulla salute).

Per approfondire:
“Evidence Relating Sodium Intake to Blood Pressure and CVD”. O'Donnell M et al. Curr Cardiol Rep. Ottobre 2014.
“High sodium intake is associated with important risk factors in a large cohort of chronic kidney disease patients”. Nerbass FB et al. Eur J Clin Nutr. Ottobre 2014

 

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12^ Puntata. I bambini che dormono di più, mangiano meno!

Da diversi mesi si discute sulla possibilità di posticipare l’orario d’ingresso dei bambini a scuola, un po’ perché i tempi che sanciscono l’orario della nanna sono cambiati (qualcuno si ricorderà certamente dell’ora di Carosello) per l’alterazione dell’esposizione alla luce a causa dell’utilizzo di cellulari, tablet e telefonini, un po’ per gli studi sul sonno che la Comunità scientifica sta pubblicando. Recenti studi hanno evidenziato una stretta connessione tra le ore di sonno dei bambini e il rischio di obesità infantile. In particolare uno studio danese, pubblicato circa un mese fa, ha riscontrato un maggior consumo di alimenti ad alta densità energetica nei bambini che dormono meno. Gli studiosi1 hanno individuato le potenziali associazioni tra i cambiamenti nella durata del sonno e le alterazioni dei fattori di rischio legati all’alimentazione per bambini danesi in età compresa tra 8 e 11 anni. Lo studio ha evidenziato che una durata del sonno inferiore di un’ora comporta una maggiore assunzione di zuccheri aggiunti e di bevande zuccherate. In realtà sono molteplici e convergenti gli studi presenti in letteratura in merito a questo argomento. Infatti, un altro studio americano2 pubblicato un anno fa dà risultati simili: per tre settimane sono stati monitorati 37 bambini (alcuni erano in sovrappeso) con un'età compresa tra gli 8 e 11 anni. I bambini, inizialmente, nella prima settimana, sono stati seguiti nei loro abituali ritmi di sonno/ veglia. Nella seconda settimana una parte dei bambini ha dormito meno ore rispetto a quelle abituali. Un'altra parte, invece, ha dormito di più. Nel corso della terza settimana di osservazione, i due gruppi hanno invertito i ritmi di sonno/veglia. Dall’osservazione è emerso che i bambini, che nel corso della prima settimana, hanno aumentato le ore di sonno hanno introdotto mediamente 134 calorie in meno al giorno. Rispetto alla settima in cui il sonno era ridotto, questo gruppo di bambini mediamente pesava 250 grammi in meno e si riscontravano, a digiuno, livelli più bassi di leptina, un ormone che svolge un ruolo importante nei meccanismi di fame/sazietà. I dati raccolti dunque suggeriscono che lasciar dormire i bambini in età scolare per più tempo può avere un ruolo importante nella determinazione del peso corporeo, un primo strumento nelle mani dei genitori per aiutare a prevenire e trattare l’obesità, naturalmente il tutto combinato con le buone regole di una sana alimentazione.

Per approfondire:

 
1 Change in sleep duration and proposed dietary risk factors for obesity in Danish school children. Hjorth MF et al.- Pediatr Obes. settembre 2014
2 Changes in children's sleep duration on food intake, weight, and leptin. Hart CN et al.- Pediatrics, dicembre 2013

 

 

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11^ Puntata. Alimentazione e allergie.

La dieta occidentale è caratterizzata da un consumo elevato di zuccheri raffinati, sale e grassi saturi.
Lo studio che arriva dal Maryland ha analizzato i meccanismi di impatto della dieta occidentale sul
sistema immunitario. La maggior parte della popolazione grazie alle campagne di sensibilizzazione
promosse negli anni è consapevole del fatto che questa dieta a lungo andare può danneggiare il
cuore, i reni e altri organi. Tuttavia, sta diventando sempre più chiaro che la dieta moderna danneggia
anche il sistema immunitario, contribuendo in modo consistente all’insorgenza di sintomi allergici
come asma, riniti ed eczemi. Contrariamente al consumo dannoso di cibo ricchi di grassi e zuccheri
raffinati, un altro studio, pubblicato sulla rivista Thorax, mostra che l’assunzione giornaliera di discrete
quantità di frutta favorisce la diminuzione di sintomi allergici.
Certo è che lo stile di vita moderno è anche caratterizzato da maggiore esposizione a inquinamento,
livelli più elevati di stress, e una serie di altre variabili che probabilmente contribuiscono alla
disfunzione immunitaria. Molte delle scelte alimentari nella società di oggi sembrano avere effetti
nocivi non solo sul nostro sistema immunitario, ma probabilmente influenzeranno anche il
funzionamento del sistema immunitario dei nostri figli a causa di danni irreversibili a carico del DNA
del microbioma intestinale che influenza l’andamento della gravidanza e la salute già del feto. Dallo
studio poi sembra improbabile che gli integratori sintetici o probiotici siano in grado di
controbilanciare pienamente il danno delle nostre scelte alimentari, se non sono accompagnate da
modificazioni dello stile di vita.

Fast food fever: reviewing the impacts of the Western diet on immunity. Myles IA et al- Nutr J. June 2014

Protective effect of fruits, vegetables and the Mediterranean diet on asthma and allergies among children in
Crete. Leda Chatzi et al. - Thorax. Aug 2007

10^ Puntata. Poche regole, tanta salute e tanto risparmio sulla spesa sanitaria!

Basta davvero poco per tenere sotto controllo il proprio peso: consumare una ricca colazione, un pranzo adeguato, una cena leggera. Ogni persona che tiene alla salute dovrebbe innanzitutto praticare una sana alimentazione. Alimentarsi bene è un dovere verso se stesso in primis perché vuol dire prevenire fattori di rischio sanitario legati all’alimentazione (comportamento modificabile), e dovere verso gli altri perché in una fase delicata per il nostro Paese, in cui le risorse sono limitate, le patologie croniche gravano sulla spesa sanitaria. Responsabilità personale e solidarietà sociale ecco il binomio suggerito nel rapporto del Comitato Nazionale di Bioetica.

Rapporto del Comitato Nazionale di Bioetica- “Stili di vita e tutela della salute”- 20 marzo 2014

 

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9^ Puntata. Bianco o integrale?

Negli ultimi anni evidenti studi hanno associato il consumo di cereali integrali ad una diminuzione del rischio d’incidenza di patologie come il diabete di tipo II e di patologie cardiocircolatorie. Infatti, tra gli effetti positivi del consumo dei cereali integrali troviamo il controllo del normale profilo lipidico del sangue (riduzione della colesterolemia).
I cereali integrali, oltre a fornire un apporto nutrizionale ed energetico, sono in grado di esercitare un effetto benefico sulla salute, sono infatti ricchi di sostanze antiossidanti. Gli effetti salutistici dei cereali integrali sono dovuti sia al contenuto in fibra, solubile e insolubile, ed in composti biologicamente attivi: carotenoidi, composti fenolici e tocoli.

Dunque il consiglio è evidente: scegliere prodotti derivati da cereali integrali fa bene alla salute!

 

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8^ Puntata. Al supermercato scegli il succo di frutta giusto

Molto spesso la varietà di succhi di frutta è davvero molto ampia e di fronte agli scaffali pieni non si sa proprio quale scegliere e solitamente ci si affida a quelli tradizionali pesca, pera, albicocca. Sicuramente ci sono alcuni succhi di frutta con proprietà sorprendenti ricchi di polifenoli, di flavonoidi e antocianine sostanze capaci di bloccare i radicali liberi dell’ossigeno che purtroppo accelerano l’invecchiamento cellulare e promuovono l’insorgenza di patologie anche gravi. Allora quali succhi di frutta mettere nel carrello? Sicuramente i succhi di frutta che contengono più antiossidanti sono il succo di uva nera, il succo di mirtillo, di ribes, quello di mela e quello di pompelmo. Inoltre, fate attenzioni alle percentuali di frutta utilizzati e preferite solo quelli al 100% .

L’ideale sarebbe anche fare un mix, così da aumentare il loro potere antiossidante. Ricordate che sebbene sia più pratico e conveniente in termini di tempo acquistarli al supermercato, non rinunciate mai a preparali in casa prediligendo la frutta fresca di stagione. Ottimo in questo periodo un succo di frutta preparato con uva fragola.

 

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7^ Puntata. Una mela al giorno toglie il medico di torno?

Ebbene sì, come tanti altri proverbi anche questo risulta veritiero. Sicuramente il consiglio nasce da un’esperienza empirica (le persone che mangiavano mele o frutta si ammalavano meno di chi non lo faceva), ma oggi studi scientifici ci dicono che è davvero così: Il consumo di frutta incide sull’abbassamento del rischio di alcune patologie cardiovascolari e non solo. La mela, in particolare, contiene quercitina un antiossidante naturale capace di proteggere la cellula dai radicali liberi. Altri studi rivelano che questo flavonoide ha un ruolo essenziale nella prevenzione dell’ipertensione, del tumore al colon e alla prostata. La quercitina, inoltre, è anche presente nelle cipolle, nei mirtilli e nell’uva rossa.

 

Siess MH et al. “Mechanisms involved in the chemoprevention of flavonoids”- Biofactors. 2000.
Cincin ZB et al. “Apoptotic Effects of Quercitrin on DLD-1 Colon Cancer Cell Line”. Pathol. Onco. Res. 2014
Firdous AB et al. “Quercetin, a natural dietary flavonoid, acts as a chemopreventive agent against prostate
cancer in an in vivo model by inhibiting the EGFR signaling pathway”. Food funct. 2014

 

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6^ Puntata. Un solo pasto al giorno può bastare?

La vita frenetica di tutti i giorni, gli impegni lavorativi fatti di scadenze e riunioni, le assenze familiari, magari con i figli che pranzano a scuola o il partner a lavoro, spesso portano a consumare un pasto unico con tutta la famiglia ricco e abbondante la sera a cena, non dedicando il tempo che giustamente merita la pausa pranzo. Assumere in “un’unica soluzione” le calorie necessarie all’organismo per vivere è sbagliato. Il nostro corpo ha bisogno di carburante in diversi momenti della giornata specie quando gli impegni ci assalgono e non soltanto la sera poco prima di andare a dormire. Saltando il pranzo o la cena si sottopone l’organismo ad un periodo di digiuno che provoca non poche conseguenze che nel tempo risulteranno deleterie (aumenta il rischio di sviluppare insulino- resistenza e diabete). Quando infatti manca glucosio disponibile, primo carburante per il nostro corpo, l’organismo cerca fonti di energia alternativi. Il primo organo che va incontro ad un lavoro intenso per fornire glucosio è il fegato, poi si ricorre ai muscoli e alle proteine che possono essere trasformate in zucchero. Quindi gli organi dell’apparato digerente e non solo, sono sottoposti a sovraffaticamento, si perde massa muscolare e acqua mentre la massa grassa resta intatta (infatti il grasso è l’ultima fonte di energia a cui attinge l’organismo). Nel tempo un solo pasto al giorno potrebbe anche sembrarci una modalità per dimagrire, in realtà si perde peso, ma non il grasso.

 

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5^ Puntata. Un digestivo salutare? Lo yogurt!

Nello yogurt sono contenuti soprattutto diversi probiotici lattobacilli e streptococchi in particolare Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococcus thermophilus, microrganismi vivi che se introdotti in quantità adeguate possono apportare un beneficio alla salute. Lo dimostra un recente studio pubblicato su Bioimpects condotto su soggetti affetti da diabete di tipo 2. Lo studio dimostra che il consumo abituale di yogurt con probiotici è utile per controllare e per prevenire le complicanze diabetiche in particolare per tenere sotto controllo i valori dei marker infiammatori, generalmente aumentati nei diabetici.
I probiotici contenuti nello yogurt, coadiuvando l’azione della flora batterica intestinale, migliorano anche alcuni processi digestivi. Se consumato insieme a frutta e verdura che contengono inulina, un prebiotico, l’effetto è potenziato. Dunque, se volete scegliere un digestivo salutare preferite lo yogurt con probiotici… al  naturale o alla frutta? Non fa differenza!

“Effects of probiotic yogurt consumption on inflammatory biomarkers in patients with type 2 diabetes”-
Bioimpacts 11 giugno 2014. Mohamadshahi et al.

 

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4^ Puntata. Il mattino ha l' oror in bocca!

I detti popolari non si smentiscono mai, e anche se inseriti nel discorso nutrizione e alimentazione sana arrivano costantemente conferme dalla Comunità scientifica riguardo l’importanza della prima colazione fin da piccoli. Diversi studi infatti, hanno confermato che iniziare bene la giornata vuol dire fare una buona colazione.  Quanto più ricca è la prima colazione, meno calorie si assumono nel corso della giornata e viceversa. È stato confermato da uno studio recente che l’assunzione di cibo nelle prime ore del mattino (dopo circa un’ora dal risveglio) controlla il senso di fame e la ricerca di cibo soprattutto tra un pasto e l’altro. Alla colazione va dedicato il tempo e le calorie che essa merita. È importante inserire anche la frutta fresca di stagione sulla nostra tavola mattutina.
Altri studi recenti hanno dimostrato che chi fa una colazione adeguata nel tempo riduce il rischio di sviluppare alcune patologie legate all’alimentazione, come la sindrome metabolica.

“The time of day of food intake influences overall intake in humans”, Journal of Nutrition – gennaio 2004.
“Poor breakfast habits in adolescence predict the metabolic syndrome in adulthood”, Public Health Nutr. -
gennaio 2014

 

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3^ Puntata. Anguria... Amica della dieta!

Il termine inglese watermelon la dice lunga sul contenuto di acqua di questo frutto. Il cocomero è infatti composto per il 95% di acqua, ed apporta 16 calorie ogni 100 gr battendo, sugli apporti calorici, gli altri frutti come mele, pesche, albicocche e ananas. È ideale nei mesi estivi soprattutto per reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione e poi è un alimento ottimo per la dieta, mangiato prima dei pasti riduce il senso di fame provocando una sensazione di sazietà.
Il frutto estivo per eccellenza, costituisce inoltre un valido aiuto per prevenire le malattie cardiache, riducendo i livelli di colesterolo cattivo LDL come riportato qualche anno fa sul Journal of Nutritional Biochemistry. Il suo contenuto di citrullina, in particolare, aiuta a combattere l’ipertensione. La stagione per l’anguria è quella giusta non vi resta che fare il pieno!

INRAN- Tabelle di composizione degli alimenti
“Citrullus lantus ‘Sentinel’ (watermelon) Extract Reduces Atherosclerosis in LDL Receptor Deficient Mice”,
Journal of Nutritional Biochemistry- ottobre 2012

 

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2^ Puntata. Perchè tutti dimagriscono e io no?

L’estate è arrivata e ha portato con sé calde giornate e fresche serate che ci regalano meravigliosi giorni al mare. In questo periodo ci si guarda di più allo specchio e intorno, sarà che i vestiti, per via della bella stagione, coprono di meno e più spesso si resta insoddisfatti guardando la propria immagine allo specchio: “Perché gli altri dimagriscono e sono in forma ed io no?”. I motivi potrebbero essere davvero tanti e diversi a seconda delle caratteristiche di ciascuno. I più comuni sono sicuramente legati a cattive abitudini alimentari: si mangia troppo, a volte troppo in fretta e soprattutto male, si consuma infatti poca frutta e verdura e ci si concedono troppi fuori pasto ipercalorici (prodotti confezionati con un elevato contenuto calorico: bibite zuccherate, snack salati o dolci, drink alcolici o superalcolici); molte volte ci si muove poco e il bilancio energetico è a favore delle entrate sicuramente maggiori rispetto alle uscite energetiche.

Allora cosa fare?

  • Passeggiate all’aria aperta per almeno un’ora al giorno; 
  • consumate almeno tre porzioni al giorno di frutta e verdura; 
  • sedetevi a tavola cinque volte al giorno per cinque pasti frugali. 

Poche regole per riprendere in mano il proprio peso verso uno stile di vita più sano e più soddisfacente.

Ministero della Salute- “Guadagnare Salute: Stili di vita” aggiornamento del 22 marzo 2013

 

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1^ Puntata: Non tutte le acque sono uguali

Non tutte le acque sono uguali, attenzione all’etichetta!

Cuscinetti sulla pancia e sull’addome? Forse si tratta di ritenzione idrica dovuta ad un accumulo di liquidi trattenuti dall’organismo. E allora cosa fare? Bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, preferibilmente oligominerale o contenenti minime quantità di minerali e meglio se iposodiche.
Le acque oligominerali favoriscono la diuresi, in particolare, quelle povere di sodio vengono subito assorbite dalle pareti intestinali e abbassano la concentrazione di sodio nel sangue e quindi provocano un’escrezione più abbondante di urina. Sono consigliabili a chi soffre di calcolosi renale, a chi ha la pressione alta e anche ai soggetti che soffrono di coliti e di stipsi.
Durante la gravidanza e l’allattamento, e nei neonati aumenta invece il fabbisogno di calcio, è perciò consigliato assumere un’acqua mineralizzata ricca di calcio, utile a prevenire la fragilità ossea e problemi ai denti. Un’ acqua di questo tipo integra il calcio  che si assume normalmente con gli alimenti (latte, yogurt, formaggi, etc.) senza introdurre calorie.
Per gli sportivi invece è consigliata un’acqua minerale per reintegrare i liquidi e i sali persi con il sudore. I minerali utili in etichetta per lo sportivo sono il calcio essenziale per la solidità dell’osso e la trasmissione degli impulsi nervosi, il magnesio e il potassio per facilitare la contrazione muscolare, il sodio e il cloro per la regolazione del bilancio idrico.

Dunque a ciascuno la sua acqua!

 

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